Vieni nasci ancora - DANIELE RICCI [ info ]

 

 

 

 

 

Omelia del Giorno di Natale 2007

 

«Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia,

che sarà di tutto il popolo:
oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore»

 

Siamo abituati a pensare alla nostra fede come alla nostra ricerca di Dio.

Spesso pensiamo: "Ho poca fede", perché lo cerchiamo poco, oppure: "Ho un buon rapporto con Dio", perché dedichiamo un po' del nostro tempo a lui. Il Natale viene invece a ricordarci la verità centrale del cristianesimo: la nostra fede è un dono suo, perché lui è venuto a cercare noi. Possiamo avere fede in lui solo perché sappiamo che lui sta cercando noi, più di quanto noi stiamo cercando lui.

Gesù Bambino è Dio che ci è venuto a cercare nel nostro mondo, tra le nostre case. Fede è accogliere Dio che è venuto a cercarci.

Un racconto dei Chassidim  dice che “ Il nipote di Rabbi Baruch, il ragazzo Jehiel, giocava un giorno a nascondino con un altro ragazzo. Egli si nascose ben bene e attese che il compagno lo cercasse. Dopo aver atteso a lungo uscì dal nascondiglio; ma l’altro non si vedeva. Jehiel si accorse allora che quello non l’aveva mai cercato. Questo lo fece piangere, piangendo corse nella stanza del nonno e si lamentò del cattivo compagno di gioco. Gli occhi di Rabbi Baruch si riempirono allora di lacrime ed egli disse: «Così dice anche Dio: “Io mi nascondo, ma nessuno mi vuole cercare”». Il mistero del Natale è qui: in un Dio che si fa Bambino per farci capire che dobbiamo cercarlo ogni giorno.

“…O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai”, dice un canto che i nostri giovani hanno preparato per questo Natale! Qualche dietologo sostiene che per stare bene occorre fare la dieta non da Natale a capodanno ma da capodanno a Natale. Per stare bene nello spirito occorre scoprire la presenza di Dio nella nostra vita non da Natale all’Epifania, ma dall’Epifania al Natale, cioè ogni giorno dell’anno.

Natale è tutti i giorni quando siamo capaci di scoprire la presenza di Dio nella nostra vita. Certo ci sono momenti particolari in cui cerchiamo il Signore. Uno di questi è quando il dolore viene a bussare alla nostra porta; e se davvero ci capita di invocarlo con forza, può succedere che, passato il momento di difficoltà, ci rammarichiamo, perché ci accorgiamo che più spesso ci dimentichiamo di lui. Se abbiamo la grazia di capire che Dio da noi vuole solo amore, vuole solo un po' del nostro cuore, non ci è difficile capire che Dio ci attende sempre. Si è fatto attendere per secoli dal popolo di Israele, si fa attendere anche da noi. Perché l'attesa ravviva l'amore e il desiderio.

Quando riusciamo ad incontrare il Signore è Natale. Chi ha incontrato il Signore, ne è rimasto trasfigurato interiormente. L'incontro con Dio non si può "raccontare.  Chi l'ha vissuto ne porta il segno negli occhi, ma soprattutto nel cuore. La storia della spiritualità è intessuta di figure di santi che, incontrato Dio, ne hanno fatto il senso della loro esistenza quotidiana; ognuno l'ha incontrato in un modo diverso, in tempi diversi, in luoghi ed esperienze diverse. Ma comune a tutti è il senso di festa e la profonda pace interiore che deriva da questo incontro; una pace e una festa inaugurata dal canto degli angeli

Nel Vangelo, e in tutta la Bibbia, è espresso continuamente il desiderio di Dio di "stare" con noi, di trovare uno spazio di confidenza e di tranquillità nel nostro cuore, per abitarvi e riempirlo del suo amore.

Signore,

vogliamo chiederti di renderci capaci di cercarti

in ogni occasione della vita

perché se tu giochi a nascondino con noi

è per darci la gioia di trovarti.

Il fatto è che spesso non abbiamo voglia di cercarti

perché abbiamo il cuore vuoto.

Risveglia in noi il desiderio di stare con te nel quotidiano

e aiutaci a fare di ogni giorno un Natale.

 

 

 

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