GIOVEDÌ SANTO

SANTA MESSA NELLA CENA DEL SIGNORE


 

“HO DESIDERATO ARDENTEMENTE MANGIARE QUESTA PASQUA CON VOI”

Ancora una volta siamo qui a celebrare il rito della lavanda dei piedi.
Un gesto che la liturgia non rende obbligatorio compiere e che non attira né la curiosità della folla né l’affollarsi delle emozioni come invece succede per altri riti di questi Santi giorni. Eppure è a partire da questo gesto che nasce l’essenza del cristianesimo: il farsi servi del prossimo: ”Come ho fatto io, fate anche voi”.
Il cristiano o si fa “servo per amore” oppure non è cristiano.
Oggi abbiamo bisogno di ripeterci questa realtà e di tenerla continuamente innanzi alla nostra mente.
L’aver scelto di far compiere il rito della lavanda dei piedi a sei coppie di coniugi non è dovuto solo al sottolineare ancora una volta il tema pastorale che la nostra Chiesa diocesana sta vivendo in quest’anno, ma soprattutto alla volontà di evidenziare la necessità di ridare alla famiglia la sua dignità di chiesa domestica.
Proprio come diceva Gesù: ho desiderato ardentemente celebrare questa Pasqua con voi. Da tempo, infatti, aspettavo che maturasse il tempo di compiere questo gesto a voi coniugi e genitori. Sono convinto che la comunità parrocchiale cresce e matura nella misura in cui le singole famiglie si sforzano di essere sempre più palestra dell’amore che sa donarsi senza riservare niente per se.
Dal gesto del lavare i piedi ai discepoli, la famiglia ha tanto da imparare.
Devono riflettere i coniugi gareggiando nel farsi servi l’un dell’altro e insieme, come genitori, della propria famiglia.
Devono riflettere i ragazzi abbandonando atteggiamenti da piccoli desposta che dettano condizioni a furia di pretese.
Devono riflettere i giovani che sempre più spesso cercano al di fuori della famiglia la propria realizzazione.
E’ necessario riportare le nostre famiglie nel cenacolo ove non mancano le tensioni ma la forza dell’Amore le vince.
Sognare una famiglia sempre serena e felice come quelle che ci vengono presentate dagli spot pubblicitari, è da stolti!
Sognare una famiglia che è luogo dove ci si ama, è possibile.
Amarsi non è appiattirsi sulle stesse posizioni.
Amarsi è comprendersi pur nella diversità delle opinioni; è sostenersi l’un l’altro per camminare nella stessa direzione.
Anche in questo Gesù ci è Maestro!
Come “capofamiglia” del gruppo dei discepoli Gesù ha faticato non poco per far capire, con dolcezza ma anche con fermezza, le leggi dell’Amore.
Ha dovuto fare “buon viso a cattivo gioco” dinanzi al tradimento di uno dei suoi, al triplice rinnegamento di un altro e all’abbandono degli altri.
Avrebbe potuto lasciar perdere - e la tentazione di farlo lo ha pure sfiorato - ma…la forza dell’Amore è stata più grande.
A voi genitori, dunque, l’invito a non fermarvi innanzi alla tentazione dello scoraggiamento. Il giorno del vostro matrimonio avete fatto un triplice giuramento non solo tra voi ma anche con Dio. E - siatene certi - Lui non viene meno alle sue promesse. Questo significa che non siete soli nella difficile opera educativa. Non siete soli perché Dio non vi farà mai mancare la sua grazie, ma non siete soli anche perché la comunità parrocchiale è al vostro fianco per sostenervi e sorreggervi.
Ridate spazio all’ascolto della Parola di Dio nelle vostre case e anche l’ascolto reciproco diventerà più facile. La partecipazione all’Eucaristia domenicale costituisca per l’intera famiglia un’esigenza prioritaria da cui attingere energia per l’intera settimana.
“Quello che ho fatto io, fatelo anche voi”.
Cosa ha fatto Gesù? Ha lavato i piedi. E’ solo questo?? No, ha fatto molto di più: ha donato tutto se stesso.
Domani nella lettura della Passione ascolteremo Gesù dire:”Tutto è compiuto!”. Cosa è composito? Ha fatto tutto quello che poteva fare, ha consumato tutto se stesso per ridarci la dignità di figli.
A te, famiglia, imitare Gesù in questa donazione totale; genitori e figli discepoli dell’unico Maestro, imitatori dell’unico Testimone.
“Amor con amor si paga” diceva il,nostro beato don Tommaso Fusco.
E’ vero! L’unico prezzo dell’Amore è lo stesso Amore.
Non dimentichiamo che questa sera Gesù ci lascia un segno: un asciugamano bagnato e il catino con l’acqua sporca. Sono il segno di una vita spesa al servizio degli altri tra luci ed ombre, ma sono anche il ricordo che la fedeltà a Lui spesso porta all’incomprensione degli altri.
Sono il segno di un amore leale e sincero fino in fondo.
La nostra comunità. Famiglia delle famiglie, dovrà gelosamente custodire questo segno se vorrà crescere secondo il cuore di Cristo.
Voi siete qui stasera a rappresentare le circa 400 famiglie della parrocchia. La bellezza è nel sapere che come il gruppo dei 12 era uno ma diverso così le nostre famiglie sono una nella fede ma diverse. Come nel gruppo dei 12 coabita l’incoerente Pietro, il traditore Giuda, l’incredulo Tommaso e il generoso Giovanni così nelle nostra comunità coabitano modi diversi di guardare alla vita di fede e alla comunità parrocchiale.
Di fronte a questa diversità che fare? Scegliere di amare solo chi condivide?...No: sarebbe scegliere di avere acqua pulita nel catino e asciugamani asciutto.
Come ho fatto io, fate anche voi!.. perciò il nostro compito è quello di lasciarci ardere d’Amore per Cristo e di contagiare tutti con la forza della testimonianza.


 

Signore Gesù,
aiuta le nostre famiglie
ad aprire le porte di casa al Tuo Amore.
Rendi perseveranti nella fedeltà i coniugi
e incrollabili i genitori.
I giovani, guidati dalla testimonianza degli adulti,
siano capaci di scelte coraggiose per la loro vita e per la comunità parrocchiale.
Aiuta tutti noi
a trasformare sempre più la nostra vita alla luce del Vangelo
e mentre ci prepariamo a costruirti una nuova casa di mattoni
fa che non dimentichiamo che la casa che Tu preferisci è il cuore di ciascuno di noi.
Amen.

 

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