Quaresima: tempo favorevole!
Non c’è tempo più favorevole per accogliere l’invito del Signore: "Ritornate a me con tutto il cuore".
Invito a lasciare la dispersione, la stanchezza, la fatica di conciliare i tanti impegni della vita quotidiana, compresi quelli degli impegni parrocchiali, per ritrovare la gioia dell’essere cristiani.
La Quaresima è tempo di CONVERSIONE e PENITENZA non è, però, tempo d’oppressione ma di liberazione e di gioia.
E’ la primavera dello Spirito.
Come la natura dopo il tempo invernale, freddo e grigio, ora riprende vita, così la Quaresima vuole aiutarci a riprendere vigore, a far uscire fuori il meglio di noi stessi. Ecco il senso dell'invito "RITORNATE A ME CON TUTTO IL CUORE" per trovare ristoro nel nostro cammino.
L’atmosfera penitenziale deve spingerci a cercare di trovare una SPIRITUALITA’ preoccupata di cercare continuamente l’incontro con il RISORTO, con le persone che ci vivono accanto ogni giorno, con noi stessi.
Si, anche con noi stessi: ritrovare la gioia di ascoltarsi è il primo passo per un autentico cambiamento.
La tradizione della Chiesa c’indica tre vie da percorrere, la preghiera, la carità e il digiuno.
Tre vie che esigono di essere praticate nel segreto come ci indica il vangelo del mercoledì delle Ceneri.
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Riscoprire la via della preghiera intesa come possibilità di avere un rapporto più intimo e personale con il Padre che ci ama al di là di tutti i nostri limiti e c’invita a non ripiegarci melanconicamente nel passato né a concentrarci troppo sul presente, ma a guardare al futuro che, come ci ha ricordato papa Benedetto, “è, per così dire, contenuto nel presente o, meglio, nella presenza di Dio stesso, del suo amore indefettibile, che non ci lascia soli, non ci abbandona nemmeno un istante, come un padre e una madre non smettono mai di seguire i propri figli nel loro cammino di crescita”.
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Riscoprire la via della Carità come possibilità d’essere più attenti alle esigenze di chi ci vive accanto. Alle esigenze materiali, indubbiamente, ma soprattutto a quelle dell'accoglienza, dell’ascolto, dell'affetto, della comprensione.
Le nostre famiglie hanno tanto bisogno di riscoprire l’importanza di questo tipo di carità.
I giovani, in particolare, è necessario riscoprano la famiglia come luogo privilegiato di carità.
Non è necessario fare grandi cose: basta un sorriso in più fatto ai propri cari, un gesto di condivisione della fatica dell’essere educatori, un atto d’umiltà nel mettersi alla scuola di chi ha già percorso il cammino degli anni che si stanno vivendo.
Accolgiamo l’invito del Signore: ”RITORNATE A ME CON TUTTO IL CUORE” nella certezza che in Lui troveremo il ristoro alle fatiche della vita, e nella consapevolezza che non possiamo limitarci alla sola “recita” di preghiere, al dare “nozioni” del Vangelo agli altri sia nella catechesi sia negli incontri della vita.
E’ necessario che tutta la nostra vita renda manifesto il primato di Dio, della sua presenza e del suo amore che salva. E’ questa la spiritualità di cui dobbiamo impossessarci.
Auguro a ciascuno di voi, e a tutta l’associazione interparrocchiale, di saper discernere il giusto cammino da fare per tornare al Signore con tutto il cuore.
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