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di Fabio Baggio [INFO]
 

“ANDARONO SENZA INDUGIO E TROVARONO MARIA E GIUSEPPE E IL BAMBINO CHE GIACEVA NELLA MANGIATOIA”.

I pastori “andarono senza indugio”. Andarono.
Si mossero, cioè, dal luogo dove erano: lasciarono le loro cose, le loro certezze. Si sono fidati di Dio e lo hanno fatto senza alcuna incertezza.
Il loro fidarsi li ha condotti all’incontro con Maria, Giuseppe e il Bambino. Un quadro, questo, a noi molto familiare in questo periodo.
In ogni casa c’è un presepe - piccolo o grande che sia non importa – e tutti i personaggi sono orientati verso la capanna per incontravi Maria e Giuseppe e il Bambino deposto in una mangiatoia.
In questo Natale, in sintonia con il programma pastorale della nostra diocesi, è giusto e doveroso centrare il nostro sguardo sul Bambinello, ma senza trascurare di allargare lo sguardo a chi gli sta accanto e che, insieme con Lui, forma una famiglia.
E’ particolarmente significativo sottolineare il fatto che Dio per farsi uomo abbia scelto di santificare, con la sua presenza, la famiglia facendola diventare luogo privilegiato della manifestazione del Dio-con-noi.
Quante famiglie, anche nelle nostre comunità, sono in crisi!
Per quanti coniugi l’amore è ormai un vago ricordo del passato e la loro vita coniugale si trascina giorno dopo giorno in un amore che diventa sempre più stanco e vecchio!
Quanti genitori pensano di amare i loro figli sommergendoli di cose!
Quanti figli aspettano come liberazione il giorno in cui potranno diventare indipendenti dai genitori!
Quante nostre case rassomigliano più a pensionati che a luoghi ove si cresce insieme nell’amore scambievole!
Innanzi alle difficoltà che investono la famiglia è necessario ritrovare l’umiltà dei pastori e, senz’indugio, andare fino a Betlemme.

Una storia racconta che, volendo comunicare ad altri la gioia di essersi fatto uomo, Dio disse agli angeli: “Chi farò partecipe della mia gioia. Lo dirò all’Imperatore?" Ma gli angeli risposero: "lui non può godere della Tua gioia! Egli ha già la sua, non ha bisogno di Te! Come potrebbe farsi vedere vicino ad un bambino nato in una stalla? No, anzi, si sentirebbe offeso".
Dio allora, disse agli angeli:  "Chi farò partecipe della mia gioia. Lo dirò ai capi del mio popolo?" E gli angeli risposero: “Ma loro non possono godere della Tua gioia! Come potrebbero gioire nel vedere il loro grande Dio ridotto così? La loro sicurezza e difesa in balia di un asino ed un bue? No, Ti darebbero subito
dell’imbroglione, altro che gioire con Te!"
Ancora Dio disse: "Chi farò partecipe della mia gioia. Lo dirò ai ricchi, che da me hanno ricevuto le loro ricchezze?" E gli angeli risposero: "Ma Signore, possibile che non lo capisci! Loro non possono godere della Tua gioia! Come potrebbero gioire nel vedere il Dio che ha dato loro tutti i beni ridotto così? Non saprebbero più cosa farsene di Te? Ti pianterebbero subito, andandosene! Sai, i ricchi hanno terrore di quelli che potrebbero chiedere loro qualcosa. Altro che gioire con Te!"
E Dio richiese agli angeli: “Chi farò partecipe della mia gioia. Ditemelo voi, miei angeli!” E gli angeli: “Lasciaci andare, o Dio. Sappiamo chi farà festa per il tuo Natale: quelli che il mondo non considera, quelli che non hanno che Te, quelli che, come Te, sono sempre in cammino.
Andremo dai pastori. Ma andremo anche dai loro discendenti: i poveri, i malati, gli immigrati, gli anziani soli. Non ti preoccupare! I Tuoi amici sono molti, ma non sempre sono quelli che si dicono Tuoi amici!"

Le nostre famiglie sono amiche di Dio?
Forse per Lui “non c’è posto” in casa nostra perché siamo troppo presi da tante cose che ci riempiono le giornate fino all’esaurimento.
Di quanta umiltà hanno bisogno le nostre famiglie!
Ne hanno bisogno i coniugi per non far morire il loro amore e renderlo, invece, nuovo giorno dopo giorno riempiendo sempre di nuovo significato quei gesti antichi e sempre nuovi che parlano di amore.
Ne hanno bisogno i genitori, per non dimenticare che non sono i padroni dei figli, ma che insieme con loro sono chiamati a crescere mettendo sempre in discussione le loro certezze.
Ne hanno bisogno i figli per ammettere la necessità di far tesoro dell’aiuto dei genitori.
Ne ha bisogno la famiglia per ammettere che è necessario dare più spazio a Dio.
Cari mariti, care mogli, guardate a Giuseppe e Maria. Siano loro il modello del vostro amore coniugale e aiutatevi l’un l’altro a crescere nell’essere sempre più un cuor solo e un’anima sola.
Cari genitori, oggi più che mai la vostra opera educativa è messa in crisi da altri che non avrebbero questo potere. Non perdete la fiducia. Come Maria e Giuseppe contemplate le meraviglie di Dio consevandole e meditandole nel vostro cuore.
Cari figli, non siate impazienti di divetare adulti, ma lasciatevi, umilmente guidare da chi il Signore vi ha messo accanto.

 

Signore Gesù,
oggi ti contempliamo Bambino stretto tra le tenete braccia di una Madre e sotto lo sguardo rasserenante di un papà.
Hai voluto consacrare la famiglia a luogo ove l’amore è di casa.
Fa che le nostre famiglie siano luoghi di autentico amore.
Nei momenti di sconforto,
le nostre famiglie trovino in Te la forza di sperare.
Nei momenti di gioia,
la capacità di non dimenticare che la gioia vera è vivere in Te.
Santa Maria del Presepe
aiutaci ad accogliere il Figlio Tuo in casa nostra.
S. Giuseppe,
rendi i nostri cuori semplici e umili così come lo sei stato tu.
Bambino Gesù
donaci la grazia di crescere nell’amor tuo.
Sacra famiglia,
dona alle nostre famiglie la grazia di “andare senz’indugio” sulla via di Betlemme lasciandoci alle spalle dubbi, incertezze, incoerenze. Rendi, invece, capaci le nostre famiglie di “tornare glorificando e lodando Dio” per essere stati docili strumenti dell’amore del Padre.
Amen.

AUGURI DI BUON NATALE

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